(004) Il viaggio di Alex: Austria tra miti e leggende, la sua storia e le sue fotografie


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  • (004) – Il viaggio di Alex: Austria tra miti e leggende, la sua storia e le sue fotografie.

  • Salerno 23 settembre 2008 by alessio.101


Un saluto da Vienna


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Il Prater è un grande parco naturale situato tra il Donau (Danubio) e il Donau Kanal, facilmente raggiungibile con la metropolitana U1 – stazione “Praterstern”. Proprio qui inizia la parte detta “Würstelprater“, piena di locali, giostre, baracconi e attrazioni varie, mentre il parco vero e proprio si estende verso sud–est per alcuni km. Il parco era anticamente una riserva di caccia e fu aperto al pubblico nel tardo Settecento. Nacquero così i primi teatrini di marionette, da qui si innalzavano le prime mongolfiere e a metà Ottocento furono installate le prime grandi giostre. La Riesenrad, la grande e celebre ruota panoramica di 65 metri, simbolo della città come lo è la torre Eiffel per Parigi, è stata installata in occasione dell’Esposizione universale del 1896. Fu distrutta durante la seconda guerra mondiale e subito dopo ricostruita com’era. Vicino alla grande ruota c’è il planetario della famiglia Zeiss che lo costruì nel 1927: al suo interno è custodita una collezione sulla storia del Prater. Da qui un piccolo trenino chiamato “Liliputbahn” raggiunge la piscina dello stadio. Si può andare in bicicletta, si può giocare a tennis e praticare quasi tutti gli sport compresa l’equitazione: famose le scorribande a cavallo dell’imperatrice Sissi, spericolata amazzone. Nel parco si trova una vasta area espositiva (Messegelände) dove si tiene la fiera di Vienna e tra questi padiglioni svetta la torre Mannesmann con i suoi 150 metri d’altezza. Al fondo del viale principale (Haupt Hallee) si trova lo storico caffè–ristorante, ex pavillon degli Asburgo che venne utilizzato come foresteria durante il Congresso di Vienna del 1814. Nel parco c’è anche una piccola chiesa, meta di pellegrinaggi e dedicata a “Maria Grün” (Maria verde).


Il Prater (La grande ruota di Vienna)

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Votvkirche (La Chiesa votiva)

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Dopo la visita agli appartamenti imperiali si può accedere alla Silberkammer, il museo che ospita l’argenteria e i gioielli di corte. Una collezione insuperabile in sfarzo e splendore, questo tesoro deriva dal testamento dell’imperatore Massimiliano I e fu arricchita negli anni da molti oggetti d’arte posseduti dagli Asburgo. Meravigliosi servizi da tavola, piatti e bicchieri pregiati in cui venivano serviti i pasti degli imperatori. Sono esposti anche piatti panoramici, maioliche di Faenza, oggetti in oro e porcellane di Sèvres, Meissen e dell’Asia, infine il servizio francese di Vermeil per 140 persone ed uno inglese donato dalla regina Vittoria. Nella Camera del Tesoro Profano e Sacro si trovano gli oggetti più importanti della Silberkammer, come la corona del Sacro Romano Impero (962 a.c.), la corona dell’imperatore austriaco (1602), il tesoro dei Burgundi (XV sec.), il tesoro dell’ordine del Vello d’Oro ed una serie paramenti sacri usati alla corte asburgica e di reliquie tra le quali spicca un crocifisso del Giambologna, il chiodo della croce che trafisse la mano destra di Gesù e un tempietto con un dente di San Pietro. La Hofburg ospita anche la scuderia di corte (Stallburg), famosa per l’antica Scuola di equitazione spagnola e i suoi bianchi cavalli lipizzani. La grande e sfarzosa sala barocca, con la galleria sostenuta da 16 colonne corinzie. Oggi vi si svolgono le rappresentazioni di quell’arte cavallerizza che Vienna, unica in tutto il mondo si pratica ancora. A luglio ed agosto i cavalli non si esibiscono perché lasciano le stalle e vengono trasferiti in luoghi più freschi. Nella Neue Burg si possono invece visitare il Museo Etnologico, il Museo di Efeso, la sala di lettura della Biblioteca Nazionale, la collezione dei ritratti e l’archivio delle immagini, la collezione di Armi e Armature e la collezione di strumenti Musicali Antichi. Dal balcone principale di quest’ala Hitler annunciò nel 1938 l’annessione dell’Austria al Terzo Reich. Nella Heldenplatz si trova il monumento equestre di Eugenio di Savoia e dell’arciduca Carlo mentre sull’altro lato, che si affaccia sul Burggarten, c’è il monumento in memoria di Mozart eretto nel 1896, quello dedicato a Francesco I, consorte di Maria Teresa, e un altro, più modesto e posto soltanto nel 1957, che rappresenta un vecchio e triste Francesco Giuseppe. Questo è l’unico monumento esistente dell’imperatore.


Spanische Reitschule (Scuola d’equitazione spagnola)

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Johann Strauss (Giovanni Strauss)

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Se siete ancora stanchi si può ancora visitare la cappella imperiale (Burgkapelle) costruita in stile gotico (1447–1449) e successivamente barocchizzata. Di domenica e durante le principali festività viene celebrata la Messa durante la quale si esibisce l’orchestra di corte, il coro dei Piccoli Cantori di Vienna e il coro dell’Opera di Stato. Nella Josefsplatz – la piazza più bella di Vienna – con al centro il monumento di Giuseppe II, figlio di di Maria Teresa, si trova il neoclassico palazzo Pallavicini (nº 5) e la Biblioteca Nazionale che raccoglie le collezioni di libri, manoscritti, carte geografiche e stampe degli Asburgo. A seguire la Augustinerkirche (Augustinerstraβe 3). La chiesa fu eretta dal 1330 al 1339 su commissione degli Agostiniani, è a navata unica e nel 1634 fu insignita del titolo di ” chiesa della corte imperiale“. Da vedere l’immagine miracolosa, l’altare maggiore, la cappella di Loreto, la cappella di S. Giorgio con il monumento funebre di Leopoldo II e il monumento funebre della duchessa Cristina, figlia di Maria Teresa, pregevole opera del Canova (1800–05). Nella cripta sono conservate le urne con i cuori degli imperatori, delle imperatrici, dei re e di altri membri della Casa degli Asburgo morti tra il 1618 ed il 1878. Qui si sono celebrati molti matrimoni famosi come quello nel 1810 tra l’arciduchessa Maria Luisa e Napoleone I (che però non era presente… per i troppi impegni!), quello tra Francesco Giuseppe ed Elisabetta di Baviera (Sissi) nel 1854 ed infine quello del loro figlio Rodolfo con Stefania del Belgio nel 1881. Subito dopo il palazzo che ospita l’Albertina, la più importante e vasta collezione di grafica del mondo. Chiude il complesso la rampa dell’arciduca Albrecht, vincitore della battaglia di Custoza (1866), con la sua statua equestre e la fontana del Danubio, dono di Francesco Giuseppe alla città.


Elisabetta di Baviera (Imperatrice d’Austria)

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Francesco Giuseppe (Franz Joseph)

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Staatsoper (Il Teatro dell’Opera)

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L’Austria è una incantevole città e per visitarla tutta occorrerebbero molti giorni, adesso una breve sosta negli Heurigen sono taverne dove si serve il vino profumato ed inebriante appena uscito dal torchio e detto “heurige” (vino novello). Questi locali sono un’antica istituzione viennese e se ne trovano moltissimi in città ma soprattutto nei suoi dintorni. Come a Grinzing, nel XIX distretto, con le sue vecchie case e i suoi stretti viottoli, tutto circondato da giardini e vigneti dove gli heurigen sono più numerosi delle sue case. Questa taverne sono molto semplici e rustiche, l’ambiente è conviviale e l’atmosfera che si respira è serena. I viennesi vengono qui per dimenticare i fastidi del quotidiano e per trascorrere qualche ora spensierata in gradevole compagnia bevendo vino davanti a piatti di salumi e formaggi ed ascoltando la musica dei valzer popolari. E così il nome di Grinzing è diventato nel tempo l’emblema di queste taverne. Anche in altri sobborghi quali Sievring, Nussdorf e sulle colline di Kahlenberg è possibile scoprire una miriade di heurigen e partecipare a questa gradevole esperienza viennese.


Grinzinger Kitche

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A conclusione di questa pagina non potevano mancare questi celebri composizioni dei più famosi maestri austriaci, ascoltateli attentamente e rilassatevi alle dolce e fantastiche note di questa musica, l’ultima pezzo è memorabile, ciao Alex.


Descrizione del video: Joseph Shore–Haydn’s (Now Shines the Brightest Glory of Heaven; from 1 1980 performance in Nyc, autore del videoclip Cameratamaestro viene presentato da http://www.sportcinema.it


Descrizione del video: Lacrimosa, Mozart Requiem (This is from the Los Altos High School Concert Choir’s performance of “Requiem Mass in D Minor” by W.A. Mozart. This selection is Lacrimosa autore del Clip mshorts viene presentato da http://www.sportcinema.it


Descrizione del video: Strauss – Blue danube waltz (Blue danube waltz by Johann Strauss – Wiener Philharmoniker and Wiener Staatsopern ballet. Lorin Maazel, conductor. New year’s concert 2005 autore del Clip jcmaldo18 viene presentato da http://www.sportcinema.it


Il viaggio di Alex in Austria continua sull’articolo (005) arrivederci tutti insieme appassionatamente…


© 2008 Salerno 23 settembre 2008 by alessio.101


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(004) Il viaggio di Alex: Austria tra miti e leggende, la sua storia e le sue fotografieultima modifica: 2008-09-23T02:55:03+00:00da airone2124
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4 pensieri su “(004) Il viaggio di Alex: Austria tra miti e leggende, la sua storia e le sue fotografie

  1. Ciao, Sandra
    sono contento che ti è piciuto il post del viaggio in Austria, mi dispiace che è durato solo pochi giorni, perchè si è trattato di un viaggio organizzato e forse ne occorevano altri. Ma come ben vedi mi sto rifacendo alla grande raccondandovi le mie esperienze in quei posti meravigliosi. Conto di ritornarci ancora, se è possibile il prossimo anno cercando di visitare altre città che non ho potuto visitare, resta in contatto, perchè a breve ci saranno altri post sull’argomento, un saluto
    Alex

  2. Salve,
    amico (spirituale e culturale), scherzo, ti rispondo volentieri al tuo post riferendoti che ho solo postato il racconto così come era stato scritto dagli autori fedelmente tratto dal volume di “Miti e Leggende” di Peter James e Nick Thorpe. il racconto è stato tradotto da Adria francesca Tissoni edito dal Gruppo Editoriale Armenia. Spero che comprendi che non potevo manomettere il racconto scritto, è sono pienamente daccordo con la tua sensibilità di lettore, ritenendo la prima parte un po’ spinta e decisamente fantastica, ma alla fine è sempre una leggenda tramandata a noi da antichi scritti e dalle ultime scoperte archeologiche, un saluto affettuoso
    Alex

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