(002) – Le mode musicali e i cantanti: Silvie Vartan

(002) – Le mode musicali e i cantanti: Silvie Vartan


  • Le mode musicali esprimono emozioni e tendenze delle nuove generazioni.

  • La prima rivoluzione musicale avviene in America, negli anni Cinquanta con la nascita del rock’n’roll e del mito di Elvis Presley. Per la prima volta nella storia, la musica diviene una forma di contestazione e di un modo di esprimersi per le nuove generazioni.

  • Negli anni Sessanta sono caratterizzati dai grandi concerti (Woodstock, isola di Wight), dai movimenti pacifisti di protesta e dal diffondersi del grave fenomeno della droga, che miete le sue vittime anche fra le rockstar.

  • Negli anni Ottanta, dalle immagini dei videoclip, nasce il «look», ovvero l’identificazione di massa nelle immagini delle rockstar («fenomeno Madonna»).

  • Il vero protagonista della musica di questi ultimi anni è il video nel quale l’artista si esprime non solo con la sua voce e con la sua musica, ma soprattutto con l’immagine.


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SILVIE VARTAN


Biografia: Silvie Vartan nasce nel 1944 a Iskretz, una cittadina bulgara nei Balcani. Dopo l’invasione russa, con la famiglia si trasferisce a Sofia, e poi emigra a Parigi, nel 1952. I Vartan vivono in una stanza d’albergo per quattro anni, poi finalmente si sistemano in un appartamento. Sylvie ama la musica, influenzata dal fratello Eddie che trova lavoro alla RCA francese, e la fa debuttare come cantante duettando con Frankie Jordan nel 45 giri “Panne d’essence”. Il successo è tale che la RCA propone alla giovanissima Sylvie un contratto discografico. Il suo disco di debutto, “Quand le film est triste”, esce nel 1961. Durante uno spettacolo all’Olympia Sylvie conosce Johnny Hallyday , che poi sposerà. Il primo album di Sylvie esce nel 1962, e precede di poco il primo grande successo di classifica della piccola bulgara, “Tous mes copains”. Hallyday e Vartan diventano una coppia durante un tour nella primavera del 1963. Nel 1964 Sylvie Vartan si esibisce all’Olympia nello stesso spettcolo dei Beatles e di Trini Lopez: è la cantante più popolare di Francia, davanti a Françoise Hardy e a Sheila. Per la Vartan si aprono anche le porte del cinema, ma il suo agente, a sua insaputa, rifiuta le proposte dei registi. Le nozze Vartan–Hallyday avvengono il 12 aprile del 1965, approfittando di una licenza di Johnny (impegnato nel servizio militare). Nel 1966 dal matrimonio nasce David. Intanto i successi di vendita continuano regolarmente, in Francia e all’estero. Fra il 1968 e il 1969 Sylvie Vartan diventa popolarissima anche in Italia, grazie al successo di alcuni 45 giri (“Come un ragazzo”, “Due minuti di felicità”, “Zum zum zum”, “Buonasera buonasera”, “Irresistibilmente”) e a partecipazioni a programmi televisivi di grande audience. Nel giugno del 1969, Sylvie e Johnny hanno un incidente stradale: è lei ad avere la peggio, e a dover affrontare una lunga convalescenza, durante la quale prepara una svolta della sua carriera: da semplice cantante diventerà showgirl, ballerina, intrattenitrice – e attrice, nel film “Malpertuis”. Le difficoltà matrimoniali, accentuate dalla perdita di un bambino nel 1974, si fanno sempre più serie. I successi in teatro invece continuano, in Francia e altrove. Nel 1978 la Vartan e Hallyday si separano divorziano nel 1981. In primavera, l’incontro con il produttore americano Tony Scotti la aiuta a progettare lo sbarco in America, che avviene con successo (a Las Vegas e a Los Angeles): i ciritici la paragonano a Cher e a Liza Minnelli. Nel 1984 la Vartan sposa Tony Scotti, e rallenta gli impegni professionali, pur continuando ad incidere dischi. Tornerà sulle scene nel 1991, con il memorabile spettacolo “Je vous salue Paris”. Nel 1994 la Vartan interpreta il film “Black angel” di Jean–Claude Brisseau, con Michel Piccoli. Nel 1995 Sylvie diventa nonna di Ilona, la bambina nata dal figlio David e da sua moglie Estelle. Nel 1996 pubblica l’album di maggior successo dei suoi ultimi anni, “Toutes les femmes ont un secret”. Nel 1998 le viene concessa l’onorificenza della Legion d’Onore.

La Biografia e le foto della cantante Silvie Vartan sono state tratte da: http://www. musica.virgilio.it/artisti/pop/v/index.html


In questa pagina potrete ascoltare i seguenti brani di Silvie Vartan e sono:

Psychedeliques
With Sylvie Vartan
Souvenirs, Souvenirs
Last Tango
Pays des 1000 Danses & Voici


Informazioni sul video: Silvie Vartan – Psychedeliques, una canzone di Silvie Vartan realizzazione sulla piattaforma di vids.myspace.com by lavinia dur. 02:25 del 9 marzo 2009.



Sempre più imponente è il fenomeno delle mode musicali. Ne sono coinvolte soprattutto le nuove generazioni, di cui la musica esprime soprattutto emozioni e tendenze. Attraverso di essa nascono e si esaltano miti, mode e manie, rivoluzionando il suo ruolo nel contesto sociale. La nascita di questo fenomeno, oggi così diffuso, si può far risalire alla seconda metà degli anni Cinquanta. È in America che la musica, per la prima volta nella storia, diviene simbolo di protesta, un mezzo alternativo di espressione per le nuove generazioni. Proprio in questi anni, infatti, la scena musicale americana è sconvolta dal ciclone rock’n’roll: ritmi concitati, voci tese è sensuali, atteggiamenti anticonformisti che allarmano l’opinione pubblica. Elvis Presley è il re della nuova musica. Con lui comincia un’altra era ed il suo mito si diffonderà a macchia d’olio in tutto il mondo, inaugurando la serie dei «divi» della musica leggera e del rock. Da un giorno all’altro il rock’n’roll sembra spazzare via i ricordi della seconda guerra mondiale, la caccia alle streghe di McCarthy , i giorni dello «swing» suonato in frac. Nasce la «Elvismania»: il cantante più popolare d’America insegna ai giovani a vestirsi, muoversi, cantare e ballare. Il ciuffo di Presley in breve tempo sventola su tutto il mondo giovanile, comprimendo in forma di canzone i fermenti che agitano l’Occidente.


Informazioni sul video: Silvie Vartan – With Silvie Vartan, una canzone di Silvie Vartan realizzazione sulla piattaforma di vids.myspace.com by Matteo Pantaleoni dur. 04:33 del 13 aprile 2008.



Negli anni Sessanta questi fermenti prendono forma nella contestazione giovanile ed anche questa volta trovano espressione diretta nella musica. Nasce nelle cantine il «beat» inglese e da Liverpool quattro ragazzi, sotto il nome dei Beatles, insieme alle loro canzoni, lanciano un messaggio: «Non tagliatevi i capelli». I giovani, prima per gioco, poi come momento di aggregazione collettiva, rispondono in massa all’appello dei quattro ragazzi di Liverpool e iniziano ad imitare gli atteggiamenti, l’abbigliamento, lo stile di vita. E nasce, agli albori, degli anni ’60, in un clima spensierato e affatto violento, il primo momento della contestazione giovanile. Al mito dei Beatles si lega, tuttavia, un altro nascente fenomeno di massa: il fanatismo. Migliaia di ragazze urlano e piangono alla loro vista, in preda ad una sorta di isteria collettiva durante i concerti. Con i Betles si accentua di più che con i divi del rock’n’roll il «divismo», il protagonismo di scena, la figura del fan, mentre i loro produttori scoprono il grande mercato dei business discografico. In questo periodo nasce una moda giovane, che fa riscoprire mercatini e boutique–off. Sono gli anni in cui Mary Quant inventa la minigonna e Londra diventa la capitale della beat generation. Frattando la psichedelica e le droghe sono alle porte, i miti dell’India e del pacifismo stanno per dilagare.

Negli anni Settanta I Beatles si sciolgono e si apre un decennio ricco di fermenti politici e sociali. La musica diventa la voce collettiva delle nuove generazioni, che, attraverso i loro divi, lanciano al mondo messaggi di pace, mentre le potenze continuano la corsa agli armamenti e si fa incombente la minaccia di uno scontro mondiale. Milioni di giovani si radunano per assistere ai grandi concerti di Monterey, di Woodstock e dell’isola di Wight. La protesta assume connotazioni esistenziali, la controcultura freack diffonde l’uso delle droghe. Il movimento culturale dei «figli dei fiori» cede il passo a una tragica catena di morti. Anche fra le rockstar si contano le prime vittime: la celebre cantante Janis Joplin, il famoso chitarrista negro Jimi Hendrix, il leader del complesso inglese «Doors», Jim Morrison.


Informazioni sul video: Silvie Vartan – Souvenirs, Souvenirs, una canzone di Silvie Vartan realizzazione sulla piattaforma di vids.myspace.com by George dur. 10:11 del 25 ottobre 2008.



Dall’inizio degli anni Ottanta in poi, invece, all’affermazione del linguaggio musicale come un mezzo di espressione «universale», facendo da cassa di risonanza agli umori dei tempi, alle generazioni e alle nuove tendenze. La musica non è più soltanto suono e ritmo ma anche comunicazione visiva. Il suono diventa gesto, e il ritmo, attraverso il video, coralità scenografica; l’interprete una sorta di protagonista di sonarità animata. La sofisticazione dei mezzi di comunicazione, il cambiamento del linguaggio tecnologico, la pubblicizzazione attraverso la televisione e i video convergono ad affermare la musica d’immagine. In questo clima, il rock assume un altro ruolo importante: quello del «look» (in inglese: aspetto), che punta all’identificazione di massa nelle rockstar, che diventano talvolta, loro malgrado, prima che cantanti o musicisti, dei simboli di moda. Il linguaggio artistico viene amplificato in un messaggio esteriore che abbraccia i fanatismi popolari, ma anche gli elevati livelli di consumo imposti dal fiorente mercato dell’effimero. In questo clima il «look» diviene un grosso affare economico, che rafforza il già redditizio mercato discografico. L’esempio più evidente di una riuscita operazione di look è quello della rockstar americana Madonna. Il suo modo di vestirsi, o meglio di travestirsi, ha creato un fatto di costume più che un fenomeno musicale. La popolarità di Madonna è infatti legata certamente più alla sua «immagine», che non alle qualità vocali. Ma se il musical–look di maggior effetto si traforma più facilmente in un allarme commerciale, questi strani e contraddittori anni Ottanta sono riusciti ad esaltare e far propria come non mai, amche l’immagine dell’«estetismo intellettuale». Quello, ad esempio, del cantautore e musicista londinese Sting, della sua introspezione psicologica, del duo dissidio di uomo ed artista, del suo impegno sociale. C’è poi all’opposto il richiamo sessuale e selvaggio dei «metallari»: la faccia sbiancata e l’espressione perversa, le borchie di metallo su guanti e cinte di pelle rigorosamente nera sono simbolo di nuove tendenze, più sofisticate, ma meno commerciali o commerciabili.


Informazioni sul video: Silvie Vartan – Last Tango, una canzone di Silvie Vartan realizzazione sulla piattaforma di YouTube.com by Oscar Award dur. 04:10 del 25 marzo 2008.



Da più di un decennio un elemento essenziale del mercato della musica pop è la videomusic, alla quale è indissolubilmente legato il successo di numerose rockstar. La programmazione di videoclip è un’operazione essenzialmente commerciale: divi come Madonna, Michael Jackson, o i Duran Duran hanno raddoppiato le vendite delle loro incisioni dopo l’uscita dei video. Se la televisione ha sempre rivestito un ruolo importante nella promozione dei divi della musica leggera fin dagli anni Sessanta, con la videomusic è notevolmente aumentata la potenzialità dell’immagine di orientare il gusto del pubblico. Con la programmazione del videoclip, dove il modo di vestirsi, di muoversi e di truccarsi dell’interprete acquista un’importanza decisiva, l’attenzione del pubblico si sposta dalla musica al personaggio. L’immagine di una rockstar viene attentamente costruita da un equipe di esperti così come si progetta la confezione di un qualsiasi prodotto industriale da lanciare sul mercato. A questo proposito, come già osservato, l’esempio più eclatante è quello di Madonna, per la quale è stato inventato il personaggio inprevedibile e trasgressivo che è diventato un modello per molte adolescenti. Madonna, grazie al video, si propone ogni volta con un nuovo look ispirato al tema dell’album in uscita. Al contrario di quanto accade nei film, nel videoclip la musica non funge da colonna sonora ma precede l’immagine che commenta o interpreta il pezzo musicale. Il videoclip assomiglia più a un collage che a una trama narrativa: le immagini sono spesso sequenze di velocissime (frames), frammentate fino ad essere difficilmente riconoscibili e talvolta prive di una successione logica. Si passa da una situazione all’altra utilizzando flash back, sovrapposizioni di immagini, accelerazioni e rallentamenti. È la musica a creare un rapporto tra situazioni tra loro slegate e a dare loro un significato secondo un procedimento tipico della pubblicità. Nel video non solo l’immagine, ma anche la musica è creata artificialmente: l’esecuzione è realizzata da montaggi fatti in studio, con amplificazioni ed effetti elettronici. Se il protagonista è ripreso mentre canta, è di regola il lip–sync, la sincronizzazione del movimento delle labbra con il canto. Ma questa è un’altra storia raccontata che si sta per concludersi allegramente con i videoclip scelti per voi amici da casa, brani musicali di cantanti noti e meno noti recuperati dalla rete web, presi a caso, buon divertimento a tutti e arrivederci a una prossimo articolo, Alex.


Informazioni sul video: Silvie Vartan – Pays des 1000 Danses & Voici, una canzone di Silvie Vartan realizzazione sulla piattaforma di vids.myspace.com by George dur. 05:48 del 13 settembre 2008.



Articolo postato sul Blog di http://www.sportcinema.it in categoria: Le mode musicali, è un post segnalato su sportcinema.it di alessio.101, lì 11 marzo 2009, Salerno.



(002) – Le mode musicali e i cantanti: Silvie Vartanultima modifica: 2009-03-11T01:34:00+01:00da airone2124
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